17 agosto 2009

Ancora sull’influenza A (H1N1)v

Una notizia “ANSA” del 15 agosto u.s. riporta che “nel mondo sono quasi 230.000 i casi dell’influenza A(H1N1), con oltre 1.600 registrati nelle ultime 24 ore, e le morti sono più di 2.000. Sono i dati dell’ultimo aggiornamento dei Centri Europei per il Controllo delle Malattie (Ecdc). I casi confermati in Europa sfiorano i 38.000 (346 nelle ultime 24 ore). Il Paese più colpito è la Gran Bretagna (12.903 casi), seguita dalla Germania (11.493) e Olanda (1.473). In Italia il numero dei casi è fermo a 1.238.”

Una Circolare Ministeriale del 24 luglio u.s. ha stabilito che la diagnosi di caso [di nuova influenza da virus A(H1N1)v] è ora basata sul solo criterio clinico.
Viene pertanto considerato caso di nuova influenza da virus A(H1N1)v ogni soggetto con:
- affezione respiratoria acuta ad esordio brusco ed improvviso con febbre superiore a 38° C,
accompagnata da almeno uno dei seguenti sintomi:
- cefalea, malessere, sudorazione e brividi, astenia
e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori:
- tosse, faringodinia, congeastione nasale.

Ogni caso che corrisponda a questa definizione deve essere segnalato da parte dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei presidi ospedalieri al Servizio Igiene e Sanità Pubblica, specificando se si tratta di persona che rientra da un viaggio all’estero o si tratta di un caso autoctono.
Non è più prevista l’esecuzione dei tamponi faringei in tutti i casi.
Viene eseguita la conferma virologica con il tampone su un campione limitato dei casi segnalati (1 tampone ogni 4 casi segnalati; 2 ogni 10; 3 ogni 20). L’esecuzione dei tamponi deve essere eseguita sui casi autoctoni e su quelli che presentano un quadro clinico impegnativo (ricovero).

Ora mi chiedo se ha ancora senso dare dei numeri precisi a livello mondiale sui casi e sui morti della nuova influenza A(H1N1) e tenerli quotidianamente aggiornati, quando poi la conferma virologica viene fatta a campione. Data anche la benignità della malattia, l’allarme che si mantiene è ancora giustificato?

Salute e …peggio nun nisse.

15 agosto 2009

Veline: perché loro sì e tu no?

Veline è il nome delle giovani che alla televisione italiana accompagnano con gonnelle estremamente corte presentatori maschi per lo più di mezz’età. Il termine in senso lato, viene utilizzato in modo dispregiativo anche per indicare un’agognata carriera nel mondo dello spettacolo che apre alle giovani le porte della notorietà e del benessere economico senza necessità di fare studi impegnativi o lunghe gavette. Molte donne lo accettano. Non hanno tante scelte. Molte non hanno un’istruzione decente. E se anche ce l’hanno non importa granché. Il fatto è che l’Italia non è un paese in cui si viene valutati per i propri meriti.


Se conosci le persone giuste e se fai parte del sistema di favori reciproci, puoi ritrovarti in posizioni per cui non sei neanche lontanamente qualificato. Per molte ragazze questo è il modo per diventare famose. Di tanto in tanto ricoprono persino funzioni importanti negli intrighi politici…

Salute e …peggio nun nisse.

14 agosto 2009

Su con la vita…

È stata pubblicata sulla rivista scientifica Circulation una ricerca durata otto anni su un campione di 100 mila donne Usa che ha evidenziato un’associazione tra ottimismo e condizione di salute, dimostrando che un’elevata e prolungata situazione di negatività è rischiosa per la salute. In particolare chi manifesta pensieri ostili verso gli altri e verso il futuro ha il 16 per cento di possibilità in più di ammalarsi di una malattia mortale, mentre le ottimiste soffrono meno di patologie cardiovascolari (9%).

Probabilmente l’ottimismo risulta prezioso nelle situazioni avverse e consente di prendersi meglio cura di sé in caso di malattia. È anche possibile che le donne che si sono dichiarate ottimiste fossero più sportive, meno fumatrici e più magre delle pessimiste.

In definitiva bisogna essere ottimisti (come dice sempre quel tale)…

Salute e …peggio nun nisse.

10 agosto 2009

10 agosto

San Costanzo, Sant’Ercolano e San Lorenzo sono i patroni di Perugia.

patroni-di-perugia

Mi piace oggi ricordare un vecchio proverbio, che raccontava spesso una cara persona:
San Lorenzo dalla gran calura, San Costanzo dalla gran freddura: l’uno e l’altro poco dura“.

Salute e …peggio nun nisse.